Nella seconda settimana di marzo prosegue l’andamento negativo del prezzo medio all’origine del frumento duro che attestandosi a 232,16 €/t ha registrato un calo dell’1,3% in rapporto alla precedente rilevazione e del 28,9% su base annua. In gran parte delle piazze di riferimento i listini sono risultati in ulteriore flessione anche se in maniera meno evidente rispetto alle ultime settimane, quotazioni invariate solamente a Bologna, Napoli, Firenze e sulle piazze siciliane. Al momento non vengono segnalati particolari problemi nelle colture in atto, grazie anche alle precipitazioni che negli areali produttivi del centro-sud hanno migliorato sensibilmente le riserve idriche del terreno dopo una stagione invernale particolarmente siccitosa.

 

Anche il prezzo medio all’origine del frumento tenero ha subito una nuova flessione fermandosi a 173,64 €/t (-0,7% su base congiunturale e -10,2% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno); nella maggior parte dei centri di scambio della penisola i listini hanno evidenziato dei leggeri assestamenti al ribasso. Nel suo ultimo report, pubblicato l’8 marzo 2016, la Commissione Europea prospetta una produzione di grano tenero nella UE per il 2016 pari a143,5 milioni di tonnellate con un calo del 5,5% rispetto al raccolto record dell’attuale campagna (151,9 milioni di tonnellate)

 

Tra i prodotti della macinazione si conferma il trend flessivo dei prezzi delle semole, listini invariati per le farine.

Credit: ISMEA