L’agricoltura in coltura protetta ha diverse forme strutturali ad iniziare dalle dimensioni.

C’è la serra industriale, con un’altezza che supera i 4 metri al colmo oppure il tunnel più piccolo che arriva a superare di poco i 2.

Ci sono strutture multi tunnel lunghi 30 metri, ma anche tunnel singoli che superano i 100.

In questo variegato panorama, a protezione delle colture, possiamo aggiungere  il “tunnellino singolo”, di minime dimensioni, con gli archetti in ferro zincato. Trattasi di copertura molto flessibile ed economica, facilmente installabile ed altrettanto facile da smontare e spostare.

Si adatta ad ogni tipo di pendenza, lascia massima libertà nella scelta del materiale di copertura e si rende utile sia per proteggere dal freddo sia per ombreggiare nei momenti più caldi della giornata.
Il piccolo tunnel è costituito da archi in ferro zincato da 0,5 cm di diametro, metallo morbido facilmente modellabile, alti circa 60 cm e larghi 1 metro che possono essere piantati tramite macchina agevolatrice Pianta Archi Pellerano mod.0412 , unica esistente al mondo, che economizza molto l’operazione di piantumazione degli archetti a condizione che  siano di forma regolare.

Gli archetti sono opportunamente distanziati l’uno dall’altro per permettere una corretta installazione del telo di copertura il quale viene fissato a terra e sulle testate, con la massima cura ed attenzione, per sopportare la pressione degli agenti climatici.

La larghezza dell’arco è sufficiente a coprire totalmente lo spazio che la pianta occupa durante lo sviluppo nella fase vegetativa e lasciato chiuso ermeticamente fino a quando non si rende necessaria l’impollinazione.
Ilmateriale di copertura  largamente usato è un agrotessile con protezione termica comunemente denominato TNT, acronimo di Tessuto Non Tessuto, costituito da polimero di polipropilene a filo continuo ad andamento causale .

La densità va dai 17 g/m2 fino ad oltre i 30 g/m2 con una elevata resistenza ma molto leggero e non è abrasivo. È permeabile alla luce, per oltre il 90%, attitudine che ne garantisce la diffusione uniforme sulle colture.

Il velo finale, a secondo della densità, può essere idrorepellente ma anche moderatamente permeabile all’acqua per poter effettuare le irrigazioni per aspersione. Per meglio conservarne le caratteristiche e la consistenza è opportuno usare quello trattato con procedimento di stabilizzazione per resistere ai raggi ultra violetti.
La posa in opera del TNT viene effettuata immediatamente dopo la messa a dimora delle piccole piante tramite macchina Stenditunnel esempio mod.NS Pellerano.

L’attrezzo stende il TNT sugli archetti, tirandolo tramite l’apposita frizione ed ancorandolo con il terreno rincalzato. Per le varie esigenze di larghezza, la macchina è completamente regolabile ed ogni organo può essere adattato in diversi modi e secondo le esigenze dell’operazione da effettuare. L’unico limite strutturale dell’attrezzo è la larghezza del telaio, che può essere comunque prodotto in misure fuori standard su richiesta del cliente.

Grazie a questo materiale di copertura viene  garantita, alle piccole piante, una differenza termica notturna di 2-3 gradi rispetto all’esterno. Così facendo si conserva il calore che cede la terra durante la notte rendendo efficiente l’effetto serra.

Inoltre, si diminuiscono gli sbalzi termici, si proteggono le piante dalla pioggia battente o dalla grandine ma, contemporaneamente, le si lascia traspirare, ombreggiandole nelle ore di massimo irraggiamento. In questo modo, si è creato un microclima ideale per ottenere uno sviluppo precoce e rigoglioso.
La tecnica del tunnellino si adatta bene all’agricoltura biologica permettendo ladifesa fisica dagli insetti, in particolare dagli afidi. Quindi, avere la possibilità di difendere le piante con una barriera, per molte settimane prima del raccolto, è un importante vantaggio.

Da valutazioni basate sull’esperienza in campo si può arrivare ad osservare che il piccolo tunnel riesce a proteggere meglio delle grandi serre grazie al fatto che la chiusura è più efficiente.
Altro aspetto legato agli artropodi utili è la gestione dell’impollinazione. Si ha la possibilità di decidere, in funzione della crescita della pianta, quando si devono inserire in campo le arnie di bombi ed api per poi scoprire i tunnellini ed iniziare il conto alla rovescia alla raccolta. Con questo sistema si può programmare al meglio possibile il periodo di inizio della raccolta e la sua durata.

Fonti web- Colture protette – Edagricole  – Fresh Plaza

Dottore Agronomo Delvecchio Giancosimo