L’imprenditore agricolo è chi esercita una attività diretta alla coltivazione del fondo, alla silvicoltura, all’allevamento di animali e attività connesse, chi esercita un’attività diretta alla cattura ed alla raccolta di orga-nismi acquatici in ambienti marini salmastri e dolci (acqua-coltura) chi esercita attività di allevamento di equini di qualsiasi razza, in connessione con l’azienda agricola (art. 9 D.lgs. 30 aprile 1998, n. 173) chi esercita l’attività di pesca in maniera professionale (imprenditore ittico, equiparato all’imprenditore agricolo ex art. 2 l. 10\05\2005 n. 226 modificato dal d.lgs. 26\05\2004 n. 154). Nella nostra realtà vediamo quasi sempre che a condurre un’impresa agricola è sempre una figura maschile. Ma ci siamo mai chiesti il perché il numero di donne nell’impresa è inferiore? Ci sono fondi destinati a loro?

Al fine di favorire l’imprenditoria femminile in agricoltura, la Legge di bilancio 2022 ha disposto delle agevolazioni di “Più Impresa” nei confronti delle Donne. La misura Più Impresa è dedicata ai giovani e alle donne che intendono subentrare nella conduzione di un’azienda agricola o che sono già attivi in agricoltura da almeno due anni e intendono ampliare la propria impresa. Serve a favorire il ricambio generazionale in agricoltura ed ampliare aziende agricole esistenti condotte da giovani o donne. Si rivolge alle micro, piccole e medie imprese agricole organizzate sotto forma di ditta individuale o di società, composte da giovani di età compresa tra i 18 e i 41 anni non compiuti, ovvero da donne, con i seguenti requisiti: le imprese agricole costituite da non più di 6 mesi con sede operativa sul territorio nazionale, con azienda cedente attiva da almeno due anni, economicamente e finanziariamente sana; in caso di società la maggioranza delle quote di partecipazione in capo ai giovani ovvero donne, ove non presente, deve sussistere alla data di ammissione alle agevolazioni; l’ ampliamento: imprese agricole attive da almeno due anni, con sede operativa sul territorio nazionale, economicamente e finanziariamente sane. L’’intervento mira a investimenti fino a euro 1.500.000 (IVA esclusa); mutuo agevolato, a tasso zero, per un importo non superiore al 60 per cento delle spese ammissibili, di durata fino a 15 anni; e un contributo a fondo perduto, per un importo non superiore al 35 per cento delle spese ammissibili. Finanzia progetti di sviluppo o consolidamento nei settori della produzione agricola, della trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli e della diversificazione del reddito agricolo.
In particolare sono ammissibili:
le spese per lo studio di fattibilità ammissibili nella misura del 2 per cento del valore complessivo dell’investimento da realizzare; inoltre la somma delle spese relative allo studio di fattibilità, ai servizi di
progettazione sono ammissibili complessivamente entro il limite del 12 per cento dell’investimento da realizzare; le spese per lo studio di fattibilità, nella misura massima del 2% del valore complessivo del progetto;
le spese per lo studio di fattibilità e per i servizi di progettazione, nella misura massima del 12% del valore complessivo del progetto; le spese relative alle opere agronomiche, per i soli progetti nel settore della produzione agricola primaria; le spese relative alle opere edilizie e oneri per il rilascio della concessione; le spese per l’acquisto terreni, nella misura massima del 10% del valore complessivo del progetto.

La potenzialità dei nuovi impianti di trasformazione non deve essere superiore al 100% della capacità produttiva, stimata a regime, dell’azienda agricola oggetto dell’intervento. Per le attività di agriturismo e le altre
attività di diversificazione del reddito agricolo le agevolazioni sono concesse in regime de minimis nel limite massimo di euro 200.000. Le spese effettuate devono essere rendicontate per Stato Avanzamento Lavori (nel numero massimo di cinque) al fine di ottenere l’erogazione delle corrispondenti quote di agevolazioni. Non
finanzia: diritti di produzione, animali e piante annuali, lavori di drenaggio, impianti per la produzione di biocarburanti e per la produzione di energia termica ed elettrica da fonti rinnovabili, investimenti di sostituzione di beni preesistenti, lavori in economia, impianti e macchinari usati, capitale circolante.
Per concludere l’impresa beneficiaria deve fornire garanzie di valore pari al cento per cento del mutuo agevolato concesso, anche acquisibili nell’ambito degli investimenti da realizzare, per una durata almeno pari a
quella del mutuo agevolato concesso dall’ISMEA.

Sono ammissibili: l’ipoteca di primo grado su beni oggetto di agevolazioni, oppure su altri beni della beneficiaria o di terzi, in alternativa o in aggiunta e la fideiussione bancaria o assicurativa a prima richiesta

Un esempio di impiego delle Donne in agricoltura è quello della Coldiretti che ha avuto inizio nel 1953, quando il Movimento Femminile comincia ad intervenire su temi sociali come le pensioni, la scuola, le abitazioni e le infrastrutture del territorio rurale. Nel 1976 assume il carattere di movimento di categoria autogestito dalle imprenditrici agricole.
Inizia ad occuparsi di temi professionali e sindacali, contribuendo al successo di alcune battaglie fondamentali, come quella per la parità dei componenti dell’impresa, quella per la tutela della maternità e quella per la legge sull’imprenditoria femminile e le politiche successive.
Nel 1998 il Movimento diventa Coordinamento, con una struttura più snella, più presente in ogni provincia e più inserita, secondo il principio del mainstreaming, nelle attività di Coldiretti. Nel 2008 assume il nome Coldiretti Donne Impresa.

Stefania Gentile